In 46 contro 20

13.08.2018

GIORNO 8

23.30 (UTC +2)

Risvegliarsi a Palmarola, ancorati di fronte alla spiaggia di Vricci, sorvegliata a nord dallo scoglio Spermaturo, è di quelle sensazioni che avvicinano al Nirvana. Perla sembra galleggiare sospesa nel vuoto e il tuffo mattutino è un volersi bene migliore di qualsiasi massaggio. L’ancoraggio in rada regala questi inizi di giornata, che solo chi va per mare conosce.

Ci dedichiamo alla nostra cerimonia della colazione, un classico su Perla Nera: Barbara prepara caffè e scalda il latte, con il  fornelletto a valigetta. Appaiono biscotti e fette biscottate, marmellate di frutti di bosco e ciliegie, tavolino per il pozzetto e tazze da tenere  lasciandosi accarezzare le mani dal tepore e gli occhi dai colori di Palmarola.

Decidiamo di fare il giro dell’isola, per puntare a un’altra cala, che dalle carte sembra molto bella: Cala Brigantina, a sud. Il periplo dell’intera isola è di circa 5 miglia. Per noi oggi saranno meno, dato che partiamo già abbastanza a nord e procederemo in senso antiorario, proprio per ammirare le coste e le cale che non abbiamo visto ieri, arrivando.

Selvaggia, verde, acqua di smeraldo, Palmarola è frequentata quotidianamente dai vacanzieri, spesso anche rumorosi, ma la sera si spopola, capre a parte. Oltre il ristorante in Cala del Porto, non c’è praticamente alcun altro insediamento. Isola ideale per riprendere fiato e contatto con sé stessi e la natura.

Lentamente, tra gli sbuffi del nostro fuoribordo a 4HP, ci godiamo la passeggiata intorno all’isola, facendo attenzione ai tanti punti con scogli affioranti, caratteristica di tutto l’arcipelago delle Pontine. Ogni tanto si sente di qualcuno che assaggia qualche secca qui intorno…

Vediamo a nord “Le Cattedrali”, grotte a sviluppo verticale parallele tra loro e vicine, così da sembrare le navate di una cattedrale gotica. E poi gli scogli “i Piatti”, che sembrano lasciati sulla tavola da un dio marino che ha appena finito il suo pasto, sulla costa NW. E poco più a sud, “le Galere”, grossi scogli di ossidiana (caso unico nel Mediterraneo) che sembrano sorvegliare la Cala del Porto.

Lentissimamente procediamo per rubare con gli occhi questi posti meravigliosi, destando curiosità tra le barche ormeggiate nella cala. “Ma dove vanno con questo barchino?”. Chi riconosce il Meteor ci saluta sorridendo e facendoci i complimenti. A noi basta un sorriso, che ricambiamo sempre con gioia. Continuiamo verso sud, superando lo scoglio di S. Silverio e puntando al faraglione di Mezzogiorno, sapendo che è bene tenersi larghi. Perla Nera pesca pochissimo, poco meno di un metro, ma dato che il nostro terzo elemento dell’equipaggio, Prudenza, è sempre a bordo, ci allarghiamo senza sfidare la sorte, non conoscendo perfettamente la zona. Superiamo il faraglione, accostiamo a sinistra intorno allo scoglio Cappello e entriamo nella Cala Brigantina, una mezza luna che si sviluppa da SW a NE, chiusa a est dallo scoglio Suvace, particolarissimo, e da punta Vardella e a SW da Punta di Mezzogiorno. La Cala  è detta così perché offriva ai velieri un approdo alla fonda e ancora nel ‘700 era base dei pirati barbareschi.

La cala è bellissima. Un anfiteatro naturale con un’ampia e alta parete di roccia chiarissima. Molte barche alla fonda, ma in una situazione tranquilla, piacevole, veramente un incanto.

Ancoriamo su un buon fondo di sabbia e ci godiamo il posto, tra un tuffo e un sonnellino sotto il piacevole effetto del tendalino: ombra e venticello. Uno di quei momenti dove imbraccio la mini chitarra che abbiamo a bordo di Perla e suono. Più che altro blues e rock, da Clapton agli U2, dai Rolling Stones a Sting, Dire Straits o country americano. Niente di speciale, suono da quando avevo 15 anni, ma non sono un professionista e devo dire che i complimenti di una barca accanto, francamente, mi sorprendono. A bordo una coppia, che aveva affittato un barchino a Ponza ed è arrivata qui a Cala Brigantina. Vincenzo e Dorotea. Incredibile a dirsi, è nata una piacevole sensazione di “conoscenza” e per più di un’ora abbiamo chiacchierato di tutto, a mollo nell’acqua caldissima, dallo stato del nostro Paese, ai rispettivi lavori, dai figli alla bellezza di Ponza e le sue isole. Molto bello il confronto sull’importanza dell’etica del lavoro e del rispetto verso tutti (Clienti, Fornitori e Collaboratori) e verso tutto (Contesto Sociale e Ambiente).

Vincenzo è un imprenditore molto in gamba e la moglie, che lavora con lui, altrettanto. La magia degli incontri per mare è quel sale che costruisce ricordi incancellabili delle nostre navigate.

Ripartiamo a vela direttamente dall’ancoraggio e ripassiamo accanto al loro barchino, per salutarli. Vincenzo, mi grida “tu si nu guappo!”, sorridendo. Mi sbraccio per contraccambiare.

Puntiamo verso Ponza, verso il punto buono, a sud del Frontone, per scendere rapidamente a terra con il tender. Barbara è in contatto con una sua amica d’infanzia che vuole incontrare.

Arriviamo accanto al “nostro” punto, vicino a Punta S. Maria. Ancoriamo, sapendo dove cercare la sabbia con l’ancora e dopo gli imbellettamenti della Prodiera e i miei gesti ruvidi da Pirata, scendiamo a terra. Neanche a dirlo, sul corso di Ponza, zona di “struscio” serale mondano dell’isola, ritroviamo Vincenzo e Dorotea! Quando si dice i segni del destino…

Vincenzo da decenni viene a Ponza, sempre nello stesso albergo, stessa stanza, stesso barchino affittato, per godersi una settimana di completo relax e coccole culinarie da parte della signora che gestisce l’hotel e ricaricarsi con il meraviglioso mare di queste isole. Continuiamo a chiacchierare, come ci fossimo tutti e quattro conosciuti da sempre. Magie degli incontri in sintonia istintiva…

Arriva il momento in cui dobbiamo incontrare gli amici di Barbara e salutiamo Vincenzo e la moglie, con la promessa di una cena e ancora chiacchiere.

Incontriamo l’amica di Barbara e il compagno, insieme a loro un’altra coppia, proprietari di un Bavaria 46 (46 piedi, cioè 14,40mt). Ci ospitano a bordo per un drink e il Comandante mi mostra con orgoglio questo gioiello, sapendo che sono un velista.

Dotata di tutto, riscaldamento compreso e elettronica a non finire, in ridondanza: doppio radar, non so quante radio, winch elettrici, carte elettroniche sul monitor accanto ai doppi timoni a ruota, saldatrice, aspirapolvere, pozzetto frigo, cane. Due bagni. Tre cabine. Ecco, ora che ci penso non ho visto la TV…

Penso a Perla, che, piccola piccola, ci porta negli stessi meravigliosi luoghi. Perla è 20 piedi, cioè 6 metri. 46 contro 20…

E sorridente, da vero pirata, quale io sono, provoco: “Ma dimme ‘n po’, ‘sto coso vola pure?”

BV, marinai!